Eco-Fashion. Responsable Production and Consumption

Voices around the world are demanding leadership on Poverty, Inequality and Climate Change. To turn these demands into actions, the leaders of the world on 25 September 2015 at the United Nations in New York adopted the 2030 Agenda.
“The  Agenda comprises 17 new Sustainable Development Goals (SDGs), or Global Goals, which will guide policy and funding for the next 15 years, beginning with a historic pledge to end poverty.”UN
The #12 Global Goal is “Responsible Production and Consumption.”
Part of the reason why it’s so hard to put your finger on what a brand is actually doing to help the planet is because for many of the “eco” terms, there’s no one definition, for Rachel Miller who teaches sustainable design in the Department of Fashion Design at Pratt Institute “Sustainable design” could mean any number of things, she said. “It could be about preserving the environment, it could be about ethics and fair wages, it could be a designer that has an interest in designing with organic materials, or it may be recycling what’s already there, using recycled materials to create something new.” Not buying [clothing] is best [for the environment], Buying second-hand is second best. But buying sustainably-designed clothes is certainly third best. The earth needs all the help it can get.
Today we start to present in our WINML blog some eco- fashion designer and what they are doing.
Study-NY http://www.study-ny.com/ Tara St.James, born in Canada, Brooklyn NY, based designer, previously of mainstream eco-friendly sportswear label Covet, creates city-friendly pieces often with trompe l’oeil details and quirky-cool prints.
What they’re doing to be eco: Uses organic cotton, linen, hand-dyed fabrics and recycled materials. Strives for no-waste pattern-making and production, and makes everything locally in New York. St James is also involved in several mentorship programs for eco-minded.
Eco-Fashion:
La Garanzia di modelli di Consumo e Produzione Sostenibile
Le voci di tutto il mondo chiedono una svolta sulla povertà, la disuguaglianza e il cambiamento climatico. Per trasformare queste esigenze in azioni, i leader del mondo il 25 settembre 2015, presso le Nazioni Unite a New York, hanno deciso l’agenda per il 2030.
L’agenda comprende 17 nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), o Obiettivi Globali, che guideranno la politica e il finanziamento per i prossimi 15 anni, a partire da un impegno storico per porre fine alla povertà. Il punto numero 12 della lista è La Garanzia di modelli di Consumo e Produzione Sostenibile come uno degli obiettivi che compongono l’agenda 2030.
In parte il motivo per cui è così difficile indicare ciò che un marchio stia effettivamente facendo per aiutare il pianeta, è che per molti dei termini “eco” non c’è una definizione.
“La progettazione sostenibile potrebbe significare qualsiasi numero di cose”, dice Rachel Miller, che insegna progettazione sostenibile presso il Dipartimento di Fashion Design al Pratt Institute. “Potrebbe essere conservare l’ambiente, potrebbe essere etica e salari equi, potrebbe essere un designer che ha un interesse nel progettare con materiali organici, o potrebbe essere riciclare ciò che si ha già a disposizione e creare qualcosa di nuovo con materiali riciclati.
Non comprare [abbigliamento] è la scelta migliore [per l’ambiente], l’acquisto di seconda mano è la seconda alternativa preferibile, ma l’acquisto di vestiti progettati in modo sostenibile è certamente la terza. La Terra ha bisogno di tutto l’aiuto che può ottenere.”
Oggi iniziamo a introdurre nel blog di WINML alcuni eco-stilisti, e vi mostreremo quello che stanno facendo.
La designer di Brooklyn Tara St. James, di Study-NY ,http://www.study-ny.com/ prima conosciuta per il suo lavoro al marchio mainstream ed eco-friendly Covet, crea pezzi dallo stile urbano spesso usando dettagli in trompe l’oeil e stampe eccentriche e alla moda in stile quirky-cool.
Cosa Stanno Facendo per essere Eco: Utilizza cotone organico, lino, tessuti tinti a mano e materiali riciclati. Si impegna nella creazione e produzione di stampe a rifiuti-zero, e produce tutto a livello locale a New York. St. James è anche coinvolta come consigliere in diversi programmi per l’ecologia.

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