From the TamTam to Facetime ( part 2 ) The Mountain Gorillas

Every day, coming back from school sitting on the back of mom’s jeep, we would take the long dusty road along the shore of Tanganyika lake to go back home to Kinindo.
Many times we begged her to make a stop at the “Old Castle” to say hello to the friendly monkeys who lived inside the huge garden. Mom would get out off the car, open the gates and then drive very slowly… “Shhhh…Silence… Do not yell or talk, otherwise the monkeys will not come down, roll up the windows and don’t you dare go out! Understood?” Within a few minutes, hundreds of Titi monkeys would come down the trees and surround us, then when they would notice our faces through the window, they would begin to jump on top of the jeep making all kinds of noises, putting their hands on the windshield and sticking their tong out at us. We responded the same way. Our jeep was completely overcome by Titi monkeys! Those were moments of blissful happiness, joy and laughter. That day, on our way back home, mom begun telling us about our next trip to Congo. gorillas Moments of suspense and expectation that seemed like an eternity, lead my parents up to the highlands of Eastern Congo, on the mountains of the Virunga National Park, to meet the gorillas in their natural environment. Over the years, I have embraced as mine the fantastic experience they had in their expedition although my brother and I stayed at Aunt’s Sabine’s house on the shore of Lake Kivu, which is one of the greatest African lakes, between the Democratic Republic of Congo and Rwanda. We spent the days playing around her beautiful garden, collecting all kinds of little bugs and flowers.  After our parents came back, the following afternoons, waiting for the sunset and sitting on our white hammock, we listened with innocence and excitement to mom’s passionate voice telling us about their journey. Mom was thrilled to meet Dian Fossey, the woman who best knew the gorillas and whom spent her life studying them. She lived in the mountains until her last day, sadly just a few days after their meeting. Volcanos have always fascinated the human spirit, mom said. But there, more than anywhere else, the exuberant wild life seemed to embrace the mist through the dense fog, and if you have the necessary courage to follow the gorilla’s traces, you can reach up to the highest forests of Oriental Congo. Strolling vigilantly and jealous of any unknown intruder, the gorillas watched constantly their families under the protection and leadership of the dominant silver back male. After walking for three hours through the jungle in silence, very prudently and full of expectations, suddenly mom’s heart started to pound in her chest… She heard something…. And then, there he was! Huge and towering! They were all paralyzed… She really had to hold herself not to scream, she grabbed the tracker’s arm, who had only a long stick as a weapon, and saw herself so very close to this giant and furious gorilla who was apprehensively roaring and hitting his chest just like Tarzan! Stop, don’t move! And bending down slowly, gently, avoiding eye contact, just as Dian told them to do, they grabbed a stick and pretended to eat, showing the gorilla submission. This made him step back confidently and disappear behind the thick curtain of vegetation.
They were out of breath, excited and fascinated by this unique spectacle, but now they could understand the secret kept by the mountains. With their skin drenched in sweat and almost hearing each others heartbeat, they heard the dry branches making noise, and the occasional grunts warned them of another approach. The scene opens at its best. Contact was made. Other friendly and calm gorillas moved closer without fear, ready to meet their new friends. Their curiosity had no end, they approached gently, looking, playing and even touching…offering their branches to them…. Incredible! Fear was gone and left space only for joy. Thirty-five minutes passed and the terrifying myth that man had created around them blurred away forever.
We discovered peaceful and confident creatures that decorated with their presence the thick bamboo forest. The mountain gorillas will never be forgotten!

to be continued

I gorilla di montagna

 

Ogni giorno, tornando da scuola seduti sul retro della jeep della mamma, prendevamo la lunga e polverosa strada lungo la riva del lago Tanganika per tornare a casa a Kinindo.
Molte volte la pregavamo di fare una sosta presso il “Vecchio Castello” per dire ciao alle amichevoli scimmie che vivevano all’interno del grande giardino. La mamma usciva dalla macchina, apriva il cancello e poi guidava molto lentamente… “Shhhh… Silenzio… Non urlate o parlate, altrimenti le scimmie non scenderanno, tirate su i finestrini e non vi venga neanche in mente di uscire! Intesi?” Nel giro di pochi minuti, centinaia di scimmie Titi venivano giù da gli alberi e ci circondavano, poi quando notavano i nostri volti attraverso il finestrino, cominciavano a saltare in cima alla jeep facendo ogni genere di rumori, mettendo le mani sul parabrezza e facendoci le linguacce. Noi rispondevamo allo stesso modo. La nostra jeep era completamente presa da le scimmie Titi! Erano momenti di beata felicità, gioia e risate. Quel giorno, tornando a casa, la mamma cominciò a raccontarci del nostro prossimo viaggio in Congo. Momenti di suspense e di attesa che sembrarono un’eternità, portarono i miei genitori fino a l’altopiano del Congo orientale, sulle montagne del Parco Nazionale del Virunga, per incontrare i gorilla nel loro ambiente naturale. Nel corso degli anni, ho fatto diventare mia la fantastica esperienza che hanno vissuto nella loro spedizione anche se mio fratello ed io eravamo rimasti a casa di zia Sabine sulle rive del lago Kivu, uno dei più grandi laghi africani, tra la Repubblica Democratica del Congo e il Ruanda. Passammo le giornate a giocare intorno al suo bel giardino, raccogliendo ogni tipo di piccoli insetti e fiori. Quando i nostri genitori tornarono, nei seguenti pomeriggi, in attesa del tramonto e seduti sulla nostra amaca bianca, ascoltammo con innocenza ed entusiasmo la voce appassionata della mamma che ci raccontava il loro viaggio. La mamma era entusiasta di incontrare Dian Fossey, la donna che conosceva meglio di chiunque altro i gorilla e che trascorse la sua vita a studiarli. Visse in montagna fino al suo ultimo giorno di vita, che purtroppo fù pochi giorni dopo il loro incontro.
La mamma diceva che i vulcani hanno sempre affascinato lo spirito umano, ma qui, l’esuberante vita selvaggia sembrava abbracciare la foschia attraverso la fitta nebbia, e se si ha il coraggio necessario per seguire le tracce dei gorilla, si può arrivare fino alle più alte foreste del Congo orientale. Passeggiando vigili e gelosi di qualsiasi intruso sconosciuto, i gorilla tenevano d’occhio costantemente le loro famiglie sotto la protezione e la guida del dominante maschio dalla schiena d’argento. Dopo aver camminato per tre ore attraverso la giungla, in silenzio, con molta prudenza e pieni di aspettative, improvvisamente il cuore della mamma iniziò a martellarle nel petto… Aveva sentito qualcosa…. E poi, lui era lì! Enorme e imponente! Erano tutti paralizzati… Dovette trattenersi per non urlare, afferrò il braccio della guida, che aveva solo un lungo bastone come arma, e si accorse di essere veramente molto vicina a questo gorilla gigante e furioso che stava ruggendo apprensivamente e si colpiva il petto come Tarzan! Stop, non muovetevi! Chinandosi lentamente, dolcemente, evitando il contatto visivo, proprio come Dian disse loro di fare, afferrarono un bastone e fecero finta di mangiare, mostrando sottomissione al gorilla. Questo gli fece fare un fiducioso passo indietro e poi scomparire dietro la fitta cortina di vegetazione. Erano a corto di fiato, emozionati e affascinati da questo spettacolo unico, ma ora potevano capire il segreto mantenuto dalle montagne. Con la pelle madida di sudore e con il cuore in gola, sentirono il rumore di rami secchi, e grugniti occasionali li avvertirono di un altro avvicinamento. La scena si apre al meglio. Contatto era stato fatto. Amichevoli e calmi altri gorilla si avvicinavano senza paura, pronti a conoscere i loro nuovi amici. La loro curiosità non aveva fine, si avvicinavano con delicatezza, cercando, giocando e anche toccando… offrivano loro addirittura i loro rami…. Incredibile! La paura era sparita e aveva lasciato spazio solo per la gioia. Erano passati trentacinque minuti e il mito spaventoso che l’uomo aveva creato intorno a loro si dissolveva via per sempre. Abbiamo scoperto creature pacifiche e sicure che decoravano con la loro presenza la densa foresta di bambù. I gorilla di montagna non saranno mai dimenticati!

continura

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